Cosa facciamo

La bioeconomia deve essere soprattutto una opportunità di crescita per le imprese, per identificare o mettere a punto nuovi prodotti e processi che le rendano più competitive e gli aprano nuovi mercati. Per farlo occorre mettere insieme idee, risorse e competenze: di chi ha la materia prima, di chi sa come trasformarla e di chi sa come valorizzare quanto se ne ricava.

L’Associazione è il luogo dove tutte queste competenze si incontrano, le informazioni si scambiano, le idee nascono e trovano il terreno ideale per crescere.

 

Informazione e sensibilizzazione

La bioeconomia è ancora poco conosciuta. Prodotti e processi nuovi, a volte con caratteristiche profondamente differenti da quelli più diffusi, vengono resi continuamente disponibili. Nuovi impieghi per materie prime di origine biologica, che potenzialmente da scarti diventano risorse produttive.

Reti nazionali ed internazionali

La bioeconomia non è un’idea regionale o nazionale. È una strategia che l’Europa nel suo complesso, i singoli paesi, le singole regioni, stanno perseguendo. Chi sta facendo che cosa? Come si muovono gli altri? Come è possibile collaborare con loro?

Avere un interlocutore unico a livello regionale è un enorme valore aggiunto per tutti i soggetti esteri che possono guardare alla Lombardia alla ricerca di collaborazioni, ma non sanno a chi rivolgersi.

L’Associazione intende muoversi in tutta Europa affinché siano visibili le risorse e le competenze della Lombardia nel campo della bioeconomia, per aprire nuove opportunità di business, collaborazione e crescita.

Rapporto con la Regione Lombardia

L’Associazione è l’interlocutore della Regione Lombardia per le iniziative a sostegno della bioeconomia in Lombardia. Ha già contribuito ad inserire il tema nella strategia di smart specialization che la Lombardia ha proposto all’Unione Europea per l’assegnazione dei fondi strutturali nel periodo 2014-20.

Sarà anche il portatore degli interessi, delle capacità, delle aspirazioni, delle idee del settore della bioeconomia quando si dovrà decidere quanto, come e dove investire le risorse degli aiuti pubblici alla ricerca e all’innovazione.

Non far sentire la propria voce a livello politico non può che limitare le opportunità di sviluppo per l’intera filiera.